La perdita dei capelli è una problematica molto diffusa fra uomini e donne, soprattutto fra i primi, che può causare anche dei veri e propri disagi nella relazione interpersonale.

Il diradamento dei capelli e la perdita degli stessi è causato spesso da cause genetiche, e l’unica soluzione (per altro non sempre sicura ed efficace) attualmente conosciuta per poter rimediare consiste nel trapianto di capelli. Ma esiste anche un’altra soluzione, meno dolorosa e meno costosa, che consente di ‘tamponare’ la perdita di capelli rendendola assai meno visibile e spesso con ottimi risultati: parliamo della tricopigmentazione.

La tricopigmentazione consiste in una tecnica che viene utilizzata per dissimulare, dal punto di vista estetico, la perdita dei capelli. In sostanza, si tratta di una micro-pigmentazione del cuoio cappelluto (diversa, però, da un semplice tatuaggio) che consente di mascherare le imperfezioni che sono causate dalla perdita di capelli, dal diradamento degli stessi, ma che è anche molto utile per coprire eventuali cicatrici.

La tricopigmentazione non è un tatuaggio: infatti, la sensibilità del cuoio cappelluto è molto diversa da quella di altri parti del corpo, e su di esso si utilizzano aghi molto sottili congegnati per effettuare dei disegni estremamente piccoli come i follicoli del capello. L’effetto finale è molto realistico soprattutto nelle persone che hanno capelli scuri. Inoltre i pigmenti che sono usati nella tricopigmentazione sono naturali e sono riassorbiti nel corso del tempo tanto è vero che il trattamento va periodicamente ripetuto. Infatti, come vedremo, gli effetti della tricopigmentazione durano diversi mesi, mentre la micropigmentazione dura anche diversi anni; ma dopo questo lasso di tempo il colore diminuisce ed è opportuno effettuare una nuova seduta per un effetto molto realistico. Ma vediamo per chi è indicato il trattamento della tricopigmentazione.

 Per chi è la tricopigmentazione?

Ma per chi è indicata di preciso la tricopigmentazione? Questa soluzione si adatta a tanti casi diversi. In particolare, è indicata per le persone che soffrono di completa calvizie (in questo caso è possibile creare sulla nuca, per mezzo dei pigmenti, un effetto rasato che simula la presenza dei capelli); la perdita di capelli (in questo caso, anche nell’ipotesi di perdita localizzata di capelli, con i pigmenti del loro stesso colore si ricrea una base che ricorda quella del cuoio cappelluto).

Infine la tricopigmentazione è anche una buona soluzione nel caso di cicatrici in testa dove, come risaputo, i capelli non ricrescono: anche in questo caso usare la tricopigmentazione permette di dissimulare molto bene la presenza della cicatrice.

La tricopigmentazione è utilizzata soprattutto dagli uomini, perché sono essi a subire in genere le conseguenze dell’alopecia androgina; tuttavia, non è raro che anche le donne vi facciano ricordo, soprattutto in seguito al diradamento dei capelli in conseguenza all’età.

 Differenze fra tricopigmentazione e micropigmentazione

Come apprendiamo dal sito tricopigmentazionecapelli.it, nota clinica di tricopigmentazione di Padova ma a cui si rivolgono tanti uomini anche dalle vicine Vicenza e Verona, possiamo distinguere due tipologie di intervento: la tricopigmentazione che è basata su pigmenti a breve termine, il cui scolorimento comincia dopo 8-12 mesi; la micropigmentazione, che invece si basa su pigmenti più resistenti il cui scolorimento comincia dopo circa 3-5 anni di tempo.

In genere, si consiglia di partire con la tricopigmentazione che ha una durata minore nel tempo: se l’effetto finale soddisfa, è possibile sottoporsi alla più duratura micropigmentazione. La tricopigmentazione è una soluzione che è in grado di restituire confidenza e fiducia di sè nelle persone che hanno sofferto molto a causa della perdita, più o meno accentuata, dei capelli, soprattutto se si tratta di persone giovani: meno costosa, rischiosa e dolorosa del trapianto di capelli, consente di migliorare nettamente la qualità della vita.