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DigitPA sperimenta il Linked OpenData

Recentemente governi di tutto il mondo hanno iniziato a condividere una vasta quantità di dati sul Web nel contesto di cosiddette iniziative di Open Government Data (OGD). Tali iniziative hanno principalmente lo scopo di aumentare i livelli di trasparenza, efficienza e responsabilizzazione delle pubbliche amministrazioni, facilitando al contempo la partecipazione attiva dei cittadini. Cittadini, imprese e professionisti infatti possono ora accedere a una vasta pletora di dati pubblici che includono informazioni utili per la loro vita quotidiana e le attività.

Per comprendere a fondo l'evoluzione delle iniziative OGD, è importante distinguere tra due concetti spesso confusi tra loro: Open Data e Linked Open Data. Per capirli meglio occorre fare qualche passo indietro e servirsi di alcune analogie.

Il Web che conosciamo può essere pensato come un file system globale di libero accesso in cui i documenti contenuti sono collegati tra loro e pensati per uso e consumo delle persone.

Se però poniamo l'attenzione sui dati che costituiscono le informazioni, i documenti e i siti Web che visitiamo, ci rendiamo conto di come questi siano molto spesso "nascosti", in quanto presenti all'interno di applicazioni, sistemi informativi e pagine Web.

Per questo motivo pubbliche amministrazioni hanno recentemente iniziato a condividere pubblicamente grosse quantità di dati così da promuovere operazioni di trasparenza e consentire a terzi il riuso di questi dati, aprendo allo sviluppo di interessati e utili applicazioni. L'apertura di dati "nascosti" viene tipicamente riferita col nome di Open Data.

Preme sottolineare tuttavia come spesso i dati pubblicati risultino di difficile lettura e comprensione per le persone, e ancora di più per le macchine. Si pensi ad esempio alla grande quantità di dati pubblicati in formati proprietari talvolta non ben strutturati: costruire agevolmente applicazioni che li sfruttano risulta particolarmente complesso. Per fare in modo che si possa pienamente beneficiare degli Open Data occorre garantire un loro facile accesso, comprensione, riuso, flessibilità, disponibilità e integrazione. Ad oggi, questi requisiti sono soddisfatti dai cosiddetti Linked Open Data, ovvero dati aperti e "collegati" tra loro. Il W3C (il consorzio per il World Wide Web) ha stilato una classifica sulla "bontà" degli open data: i Linked Open Data sono classificati al massimo livello, grazie proprio ai requisiti prima menzionati che essi possono soddisfare.

Dietro l'idea di aprire i dati e collegarli c'è la visione di creare un cosiddetto Web of Data (Web dei dati), ovvero un database globale che in primo luogo serve all'uso e al consumo delle macchine, e in secondo luogo facilita la creazione di applicazioni e servizi sul Web.

Lo scenario ipotizzato è quello di poter avere accesso a una vasta mole di dati e quindi avere l'opportunità di sviluppare applicazioni con dati non propri e provenienti da diverse fonti distribuite, in modo da poter attribuire ai dati stessi, attraverso la loro integrazione, un ulteriore valore aggiunto. Essi non saranno utilizzati da una sola applicazione o da un solo sito Web, ma da tantissime possibili applicazioni e per gli usi più variegati che magari noi non possiamo nemmeno supporre. Per esempio si può ipotizzare uno scenario in cui sul Web sia possibile effettuare interrogazioni anche complesse del tipo: "Qual è la pizzeria più vicina al baricentro delle abitazioni dei miei colleghi?".

Infine, se i dati sono resi pubblici seguendo opportune regole e standard, essi possono essere agevolmente riutilizzati anche da terzi per creare applicazioni e servizi di pubblica utilità e stimolare quindi una crescita del mercato.

Lo scenario appena descritto trova applicazione grazie a regole, raccomandazioni e standard definiti dal W3C. Tra questi vi sono OWL (Ontology Web Language), ossia il linguaggio per la rappresentazione semantica (significato e relazioni) di termini e classi di oggetti, RDF (Resource Description Framework), un modello di rappresentazione di dati (semantici) descritti con una relativa ontologia OWL, e SPARQL (Sparql Protocol And RDF Query Language), ossia linguaggio simile a SQL per l'interrogazione di dati RDF.

Uno dei punti di forza dei Linked Open Data è anche quello di riutilizzare, nella rappresentazione dei dati che si vogliono pubblicare, altri dati e/o vocabolari e ontologie (ovvero rappresentazioni della conoscenza di un dominio) già presenti nel Web of Data. Quest'ultimi, sono tipicamente creati da esperti e comunità dei vari domini di conoscenza e quindi autorevoli, ben organizzati e ben strutturati. Questo rende più facile scoprire, capire e integrare i dati e porta alla creazione di dataset di più alta qualità.

All'interno di DigitPA sono nate di recente diverse iniziative riguardanti gli Open Data. Una di queste ( http://spcdata.digitpa.gov.it ) si è avviata lo scorso febbraio nell'ambito del Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione (SPC), ovvero il framework italiano di interoperabilità istituito allo scopo di consentire alle pubbliche amministrazioni di efficacemente cooperare tra loro al di sopra di una rete privata e sicura. L'iniziativa ha visto l'apertura in prima istanza dei dati contenuti all'interno dell'Indice della Pubblica Amministrazione (IPA) ossia il registro che contiene tutti quei dati che identificano in maniera univoca le pubbliche amministrazioni italiane con i loro riferimenti organizzativi ed i punti di accesso telematici. Attraverso l'utilizzo degli standard Linked Open Data, è stato quindi creato il dataset IPA in RDF ed è stata pubblicata la relativa ontologia. In tale contesto, DigitPA sta avviando un'ulteriore iniziativa che prevede di collegare, sfruttando le potenzialità prima illustrate dei linked data, i dati dell'IPA con quelli territoriali contenuti all'interno del Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali. Nel repertorio, solo pubbliche amministrazioni accreditate presso l'IPA possono inserire i riferimenti ai propri dati territoriali, pertanto un collegamento quasi naturale potrebbe scaturire da questo vincolo.

In tal senso, DigitPA sta avviando un'insieme di attività che possono essere molto utili per l'apertura dei dati territoriali e per la loro eventuale fruizione. In particolare, le attività riguardano i seguenti punti:

1. La traduzione dei dati territoriali del repertorio nazionale, la cui rappresentazione è conforme alla direttiva INSPIRE, in un formato Linked Data. La direttiva INSPIRE cerca di identificare univocamente gli oggetti spaziali che sono descritti da dati territoriali. Analogamente, con i linked open data i vari oggetti vengono identificati in modo univoco mediante gli URI (Unified Resource Identifier). Questo fa si che tra i due mondi, dati territoriali e Linked Data, ci siano forti sinergie che possono essere agevolmente sfruttate per la traduzione. Nell'ambito di tale attività si valuterà anche l'opportunità o di utilizzare ontologie, se esistenti, che rappresentano la direttiva INSPIRE, o di eventualmente tradurre la direttiva stessa in uno standard W3C con il supporto di centri di ricerca specializzati in tali contesti;

2. Il collegamento dei dati creati al punto 1 con i dati linked dell'IPA (per ciò che concerne l'identificazione delle pubbliche amministrazioni) e altri dati già presenti nel Web of Data (ad esempio aeroporti, monumenti, ecc.).

Tali attività mirano da un lato ad arricchire il dataset IPA con collegamenti ad altri dati relativi alle pubbliche amministrazioni; grazie infatti a tale collegamento e all'integrazione che ne scaturisce, viene data l'opportunità a persone e applicazioni di usufruire di due differenti tipologie di dato in un unico punto di accesso. Dall'altro lato le attività mirano a produrre un dataset di dati territoriali facilmente riutilizzabile da persone e macchine e ulteriormente arricchito.

Per concludere, in merito a tali iniziative, lo scorso 22 marzo DigitPA ha anche avviato un gruppo di lavoro, nato nell'ambito della Commissione di Coordinamento SPC preposta alla governance di SPC, che vede attualmente un'ampia partecipazione di pubbliche amministrazioni sia centrali che locali e centri di ricerca. Il compito di tale gruppo è quello di definire un documento di linee guida che aiuti le amministrazioni a identificare quali dati rendere pubblici e che abbia contenuti metodologici e tecnici per la realizzazione di dati aperti interoperabili. Il documento complementerà altre iniziative italiane in corso (per esempio " http://dati.gov.it  ") specializzandosi in un indirizzo tecnico per la creazione di linked open data e per rispondere a esigenze di interoperabilità, autenticità e qualità del dato.

Dr. Giorgia Lodi e Dr. Antonio Maccioni

DigitPA

Ufficio interoperabilità evoluta, cooperazione

applicativa e relativi centri servizio

Viale Marx 43, 00137 Roma

web: www.digitpa.gov.it

 

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